
Per me i tarocchi sono uno specchio dell’anima. Li uso per esplorare ciò che è invisibile agli occhi e per illuminare il presente. Lo chiamo la mia via, e ti racconto come funziona.
Uno specchio per guardarti
Chi si avvicina alle carte spesso pensa a una risposta pronta sul futuro. Io le leggo come uno specchio: mostrano una situazione, e tu ti riconosci in ciò che vedi. Ogni carta è un’immagine con una storia, e la storia che racconta a te è sempre quella del tuo momento.
Per questo uso il mazzo Rider-Waite-Smith, nato nel 1909. Lo ha disegnato Pamela Colman Smith: su ogni carta c’è una scena, e una scena si legge con parole di tutti i giorni.
Dal futuro al presente
La domanda che sento più spesso è cosa succederà? Con le carte funziona meglio un’altra: cosa posso fare io? La prima guarda lontano e ti lascia in attesa. La seconda ti riporta al presente, dove puoi muoverti.
Una lettura evolutiva parte da qui: ti accompagna a vedere dove sei, cosa senti e quale passo è alla tua portata. Le decisioni restano tue, sempre.
Una parola da portare con te
A fine seduta ti chiedo la tua impressione e scegliamo insieme una parola chiave, da tenere a mente come un mantra. Può essere calma, scelta, ascolto. Torna utile nei giorni dopo, quando la domanda si fa risentire.
Perché la chiamo una via
Una via si percorre un passo alla volta, e ognuno ha il suo ritmo. Ti ringrazio e ti auguro che la tua strada sia sempre illuminata: lo dico alla fine di ogni seduta, e lo penso davvero.
Se vuoi sapere come si svolge una seduta, leggi come funziona un consulto al telefono. Se ti incuriosisce il mio modo di lavorare, la pagina Chi sono racconta il resto.